ERRORI ITALIANI IN INGLESE

LA COSTRUZIONE DELLA FRASE

 

Un errore comune che fanno non solo gli italiani che parlano inglese, ma tutti quando studiano una lingua straniera è quello di impostare la frase sulla base della propria lingua madre. In realtà ogni lingua è costruita diversamente dalle altre, per non parlare del fatto che anche i termini e le espressioni stesse non sempre sono le stesse: se fosse così semplice, basterebbe un vocabolario per imparare una nuova lingua! Ma invece non é così…. L’inglese, ad esempio,  prevede che in una frase ci sia prima il Soggetto, poi il Verbo e poi il complemento Oggetto; il tedesco, invece, prevede che nelle frasi secondarie il verbo principale vada sempre alla fine della frase.

 

IL SOGGETTO.

 

Un altro errore riguarda l’uso del soggetto: in italiano può essere sottinteso e essere messo in punti diversi della frase, in inglese il soggetto deve essere sempre espresso, non è mai sottinteso e si posiziona sempre prima del verbo.

 

LA S

In confronto all’italiano, che presenta molte coniugazioni e verbi irregolari, l’inglese è una lingua relativamente più semplice: i tempi verbali inglesi sono meno difficili da imparare e molte volte si utilizza la stessa “parola” per esprimere sia il sostantivo che il verbo corrispondente. Se è vero, però, che una delle poche cose da ricordare è quella di aggiungere la “-s” alla terza persona singolare del presente indicativo o al plurale dei sostantivi regolari, è vero anche che – risultando quasi un’eccezione – la stessa si dimentica molto spesso.

 

 

FALSE FRIENDS

 

 

 

Un altro problema degli italiani sono i “false friends”, cioè i c.d. falsi amici. Sebbene una buona parte del vocabolario inglese derivi dal latino (e l’altra dalle lingue germaniche), ci sono alcuni termini che pur sembrando simili all’italiano, hanno un altro significato: si tratta appunto dei false friends. Appartengono, fra gli altri, a questa categoria:

 

to pretend, che significa fingere (e non pretendere)

actually, che significa in realtà (e non attualmente)

annoyed, che significa irritato (e non annoiato)

eventually, che significa infine (e non eventualmente)

parents, che significa genitori (e non parenti)i

library, che significa biblioteca (e non libreria)

factory, che significa fabbrica (e non fattoria)

educated, che significa istruito (e non educato)

 

 

LA DOPPIA NEGAZIONE

 

Se in italiano è corretto o comunque accettabile dire, ad esempio “Non ho visto nessuno oggi” in inglese questo non è ammesso. La frase corretta sarà, dunque “Today, I didn’t see anyone”.

La frase “Today, I didn’t see no one” è dunque errata (e se state pensando alle famose ‘’We don’t need no education’’ o “I can’t get no satisfaction’’, beh, si tratta di licenza poetica!).o

 

 

 

LA PRONUNCIA

 

 

Ancora un errore si trova nella la pronuncia di alcune lettere. Vediamo alcuni esempi:

Se in italiano è muta, in inglese la h a inizio parola va sempre pronunciata, tranne nelle parole honour, heir, heiress, honest, hour e derivati: non pronunciarla può cambiare il significato delle parole! Il più classico degli esempi è la differenza tra angry (arrabbiato) e hungry (affamato) che, sebbene scritte diversamente, si pronunciano allo stesso modo eccetto che per la h aspirata, appunto.

Kn a inizio parola – come nelle parole know, knight, knock – si pronuncia n.

Nelle parole che terminano con ng la g non si pronuncia e la n ha un suono nasale (rappresentato con [ŋ] nell’alfabeto fonetico).

 

ARTICOLO

 

L’uso dell’aricolo determinativo in inglese non è così comune come in italiano. Generalmente l’articolo si usa:

per riferirsi a qualcosa di cui si è già parlato

per determinare un nome

per riferirsi a esemplari unici

per riferirsi a qualcosa in particolare

L’articolo non si usa:

 

con i sostantivi astratti

con i nomi propri

con i sostantivi plurali

per riferirsi a qualcosa in senso generale

 

LA TRADUZIONE

 

La traduzione letterale. Talvolta é necessaria,non se ne può fare a meno, ma il compito del traduttore è quello di rendere il testo di partenza nella propria lingua d’arrivo. Il risultato deve essere naturale e discreto, il testo finale non deve dare l’impressione di essere una traduzione, un prodotto surrogato.

Questi sono gli errori più comuni commessi dagli italiani che imparano a parlare inglese. E tu, ti riconosci in questa lista? Hai mai commesso uno o più di questi errori?

Questo articolo è stato pubblicato da….

Anna T22, Insegnante di inglese a Milano

Questo articolo è stato creato da me, Anna, uno degli insegnanti di MilanoInglese, e sono un insegnante di inglese che lavora nella citta di Milano. Sono un insegnante con lunga esperienza e perfettamente bilingue, avendo un genitore italiano e uno inglese.
Se vuoi saperne di più su di me o sei interessato alle lezioni di inglese, puoi contattarmi tramite la mia pagina del profilo. Clicca qui per maggiori informazioni.